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Ritiro con DON ROBERTO PERUZZI 13 maggio 2015– Bologna,  Chiesa di padre Marella (in realtà si chiama chiesa di San Carlo Borromeo e Vincenzo De’ Paoli) Via del Lavoro 13. Primo ritiro nazionale de “I figli della Luce”

Sorella Angela -  Buongiorno a tutti e ben arrivati al primo ritiro nazionale de I Figli della Luce.
Ben arrivati, voglio ringraziare in particolare Don Roberto Peruzzi per aver permesso questo incontro, per la sua disponibilità a seguirci, a seguire i Figli della Luce, voglio anche ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo incontro, ringrazio il Signore per i Figli della Luce, perché vi è proprio necessità all’interno della Chiesa di questa nuova realtà che sta nascendo. Vorrei aspettare un attimo prima di dire altro perché mancano delle persone. Nel frattempo cominciamo con la recita del santo rosario e l’intercessione di Maria Vergine.

Recita dei Misteri dolorosi e litanie alla Beata Vergine Maria…  per Cristo Nostro Signore dedichiamo il santo rosario al Sacro Cuore di Gesù, in riparazione dei peccati che sono stati fatti e che vengono fatti, e all’esaudimento delle intenzioni di ognuno di noi. Che il signore nella Sua infinita misericordia le esaudisca.

Un Pater Ave Gloria secondo le intenzioni del Padre.

Vorrei dire alcune parole di introduzione. Oggi è il 1 maggio 2015 e questo è il primo ritiro nazionale de I Figli della Luce. Voglio ringraziare Don Roberto Peruzzi, il sacerdote che ha accettato di venire a tenere questo ritiro. E che ha anche accettato di guidarci mandandoci ogni tanto delle catechesi.  Don Roberto è un santo in terra. Lo voglio ringraziare pubblicamente per la sua disponibilità a seguirci ed aiutarci. E voglio ringraziare anche Serafina e Regina, Rosa e Antonio, che hanno reso possibile questo incontro. Li ringrazio per avermi contattata. I Figli della Luce stanno nascendo da poco, per volontà di Dio, anche con il loro contributo.

Io sono Sorella Angela Musolesi, ho scritto diversi libri con Don Gabriele Amorth ed è da circa 20 anni che effettuo le preghiere di liberazione e guarigione, di liberazione soprattutto, secondo gli insegnamenti di Amorth, anche con il comando diretto al demonio. Il Signore ha permesso tramite Serafina che entrassi in contatto con questa realtà che stava nascendo, perché vuole che questa realtà, cioè I Figli della Luce, divulghino in tutto il mondo la potenza di Dio. Il motto de I Figli della Luce, il nostro motto è “la potenza di Dio è la nostra forza”.  Ripetiamolo insieme. Alleluia. E la potenza di Dio ci deriva dallo Spirito Santo. Il punto è che nel mondo non si crede abbastanza nella potenza dello Spirito Santo, e nella potenza dell’amore di Dio, che è infinito. È ovvio che è un concetto che difficilmente noi riusciamo a recepire. Perché è infinito, ma è la verità, quindi noi lo dobbiamo dare a chiunque senza avere dei preconcetti. La potenza di Dio, e lo Spirito Santo appunto, hanno effettuato la resurrezione di Gesù, e noi ce l’abbiamo in noi. È un concetto che metto sempre nei miei libri, e nelle mie catechesi. Abbiamo in noi la potenza del Creatore dell’Universo, quindi abbiamo la possibilità di portare la Sua resurrezione anche fisica alle persone. Non abbiamo abbastanza fede nelle parole di Gesù che ci ha detto “andate nel mondo, cacciate i demoni, resuscitate i morti, sanate i lebbrosi”. Noi siamo in grado di farlo. Abbiamo nelle nostre mani e nel nostro cuore la potenza del creatore dell’universo, non mi stancherò mai di dirlo. La dobbiamo mettere in pratica. E sapere che il demonio cercherà di fermarci il più possibile. Noi dobbiamo fare splendere nel mondo i segni profetici di Gesù. Si devono vedere. Si deve vedere la resurrezione che Gesù ci dà la possibilità di portare nei cuori e anche a livello fisico. Non ci dobbiamo stancare di fare le preghiere di guarigione e liberazione, sapendo che il demonio è più presente nel mondo di quanto si dica di solito. Fino a poco tempo fa si diceva “ma non dobbiamo parlarne sennò le persone si spaventano”: sbagliato, non se ne parla abbastanza dell’azione del demonio. Non dobbiamo imbavagliare la parola di Dio: Gesù liberava tutti quelli che incontrava e ci ha comandato di mettere in pratica le preghiere di guarigione e liberazione. C’è tanto bisogno di liberazione anche quando non c’è la possessione. Sovente vi è la vessazione di legioni di fallimento, lavorativo e umano. Ci sono alcune cose che tengo a dire e vorrei che rimanessero impresse. Si può fare tanto bene tenendo presente quello che la Chiesa afferma, i princìpi della Chiesa. Cioè ad esempio la potenza del sacramento del matrimonio. E che pregando su una persona si libera anche il coniuge. Nei giorni scorsi abbiamo pregato su una donna, ed io tramite la moglie ho comandato alle legioni di adulterio di liberare il marito. Perché quando i due sono  uniti in un unico sacramento, pregando sulla moglie si libera anche il marito. I due sono un corpo solo. E quando ho finito di comandare alle legioni di adulterio di liberare il marito, il demonio subito si è girato verso di me e mi ha detto “hai visto, sono stato bravo vero?” mi ha sfottuto.. però si riferiva comunque all’adulterio del marito  “sono stato bravo a fargli fare l’adulterio”..comandando al demonio che dà fastidio al sacramento del matrimonio, perché sovente lo fanno sul sacramento, e pregando appunto sulla moglie di liberare anche il marito dalle legioni di fallimento e di adulterio, si libera anche lui. I Figli della Luce, che hanno cominciato a mettere in pratica questi principi  da un anno a questa parte, dalla prima volta che sono venuta a tenere la catechesi secondo gli insegnamenti di Don Amort, hanno visto davvero la valenza di questi principi. Perché stanno pregando su delle persone, e pregando sulla moglie liberano anche il marito. E ci sono anche le legioni di fallimento lavorativo, di distruzione anche a livello fisico. Teniamo presente che se non applichiamo le parole di Gesù con la fede che Gesù ci chiede, se non sappiamo che esistono e non ci siamo esercitati, è come disprezzare i carismi. È magistero della Chiesa, io sono venuta solo a ricordarlo. Se non mettiamo in pratica i carismi veniamo meno alla volontà di Dio, non si manifesta il Suo regno nel mondo, non si costruisce, ed è come disprezzarli, è come se dicessimo ‘Dio non ho bisogno di Te’. E questo è un classico del demonio. Non dobbiamo avere paura di non avere in noi i carismi, perché crescono se sono esercitati. Ognuno di voi ne ha. E magari  non sa quali. Perché non ha avuto la possibilità di metterli in pratica. Anche solo pregare gli uni sugli altri, non solo per gli altri, consente piano piano di farli crescere. Non bisogna avere paura di non saperlo fare. Perché ci sono delle preghiere precostituite; prendendo esempio da quelle, e mano a mano lasciando fare la volontà di Dio, i doni crescono, e si manifesta nel mondo la potenza di Dio. Noi dobbiamo manifestare nel mondo la potenza di Dio, che opera nello Spirito Santo, pregate anche spesso lo Spirito Santo. Ci guiderà a crescere secondo la Sua volontà, e a manifestare la Sua gioia. Noi dobbiamo donare al mondo la gioia di Dio. Non avere paura di mettere in pratica i carismi, e ricordatevi, lo ripeto, repetita iuvant, che se non li mettiamo in pratica è come disprezzarli.

Don Roberto, questo santo uomo, ci terrà adesso una catechesi sulle preghiere generazionali. Chiunque di voi voglia registrare l’incontro può farlo. Noi lo stiamo registrando, perché si sappia cosa stiamo facendo qui, e perché il disegno di Dio si capisce pian piano anche in questo modo.

Invochiamo lo Spirito Santo.

Don Roberto. - Prima di invocare lo Spirito santo desidero dirvi che proprio stamattina prima di venire ho avuto un piccolo infortunio. Per cui ho dei problemi posturali. Dei problemi di svariata natura. Forse anche perché c’era questo incontro. Sono caduto da un muro piuttosto alto. Fortunatamente nulla di rotto. Se non mi vedete inginocchiarmi sappiate che questo è il motivo.

Invocazione allo Spirito Santo.

Sorella Angela.- Ti ringraziamo Signore per questo momento di preghiera. Grazie per averci chiamati qui. Grazie per la Tua misericordia. Vieni Signore a mostrare la Tua gioia ai nostri passi, alle nostre comunità, al fratello che ci è accanto.

Canto n. 17. Dai la mano a tuo fratello.

Sorella Angela.- I figli della Luce vogliono portare la luce di Gesù e la Sua potenza. Vorrei fare una precisazione. Quando si fanno le preghiere di liberazione, ci tengo a dire  che si ottengono ottimi risultati con “il comando diretto” al demonio. Ho pregato in questo modo anche con dei sacerdoti, e nei giorni scorsi durante una preghiera il demonio mi ha detto testualmente riferendo a quanto i sacerdoti apprendono durante le preghiere ‘me li stai rovinando tutti’.

Canto luce del mondo

Passo la parola a Don Roberto. Vi volevo solo dire che vi sono dei libretti che ha portato Don Roberto con le sue catechesi. Il mio prossimo libro con Don Amort si chiamerà “Vittoria sul demonio”, ed esce tra circa un mese.

Don Roberto- Ecco: mentre invocavamo lo Spirito Santo, sentivo una parola nel cuore che diceva “Io sono la luce e la forza, io vi ho salvati e vi ho chiamati perché possiate rimanere con me nell’amore, e con me liberare il povero che è oppresso”. Ora in questa ottica vogliamo iniziare questo momento di catechesi che verterà soprattutto sulla guarigione intergenerazionale, la liberazione generazionale. Un tema che in realtà non è molto approfondito e molto conosciuto, anche perché è davvero difficile; io porterò anche delle testimonianze di fatti, di esperienze, di situazioni che fanno toccare con mano viva una particolare realtà. Ma al di là poi di quello che vi farò capire dal punto di vista della salvezza, della redenzione, in modo particolare dal punto di vista teologico, quello che noi dobbiamo comprendere è quanto sia importante in questa vita una capacità profonda del nostro cuore a unirci nelle situazioni delle anime più abbandonate, e l’importanza dei nodi da sciogliere della nostra stessa generazione, per portare verso la gioia le anime. E anche l’importanza del perdono, il senso profondo di una potenza d’amore che scaturendo in un cuore capace di offrirsi, di offrire la pace ed il perdono, porta beneficio non solo alle anime dei defunti, ma anche proprio a noi stessi o ai nostri cari, o a coloro per cui preghiamo per una particolare situazione, sia per quanto riguarda la salute, sia per quanto riguarda i blocchi, sia per quanto riguarda delle situazioni di svariato genere che possono riprodursi talvolta in modo ripetitivo, e non sempre si riesce a capire il perché si riproducano, anche a chi ci sta intorno, ai figli, ai parenti. Andiamo però per ordine, perché solo così potremo capire l’importanza di questa particolare tipo di preghiera, in un modo che possa essere per noi una scoperta. Conoscete tutti “Fino alle radici”, un libro molto conosciuto, ed anche i libri di Robert De Grandis. Vi sono un numero notevole di cd, di insegnamenti proprio sulla guarigione generazionale, sul ministero di liberazione per la guarigione interiore, e sulle realtà che possono essere talvolta di blocchi forti, a livello di lavoro, a livello familiare, di affetti, e così via. È un tema davvero complesso.  Da parte della Chiesa non c’è nessun tipo di pronunciamento, e quindi occorre anche prudenza e particolare attenzione. Però andiamo con ordine. Quando noi parliamo di guarigione, e parliamo di liberazione, noi facciamo riferimento a quella realtà che ci sta dentro. Una umanità che è ferita in modo forte dal peccato, dal male. È nel progetto di Dio, nel pensiero di Dio questo? No. Noi lo sappiamo bene. Dio non vuole il male. Non vuole di per sé la sofferenza, non vuole le situazioni che tante volte noi vediamo intorno a noi. Non vuole certo la guerra. Non vuole le violenze che ci sono. Non vuole la corruzione, non vuole tutto quello che è costantemente intorno a noi. Questa realtà fa parte di una situazione che si è venuta a creare, corrompere, degradare, e che tocca in maniera molto forte una solidarietà in negativo, perché siamo tutti collegati, il bambino nel grembo della madre, le famiglie, i rapporti amicali, le comunità, siamo legati in una situazione di particolare solidarietà, siamo tutti figli di Dio, e la forza del male che riesce, in qualche modo realmente,  a contrastare la forza della bontà, può risentire, in certi momenti, di particolari situazioni in cui si fa l’esperienza della sofferenza, si fa l’esperienza di vedere realtà dove l’uomo è toccato, e dove in modo particolare, sembrano esserci delle situazioni dove non si riesce a vedere l’amore.

Allora si capisce che c’è una situazione che ha bisogno di essere guarita, liberata. Cioè c’è da ricostruire; anche talvolta da ricostruire dalle macerie. Io lo vedo continuamente tutti i giorni, durante i colloqui, durante degli incontri, delle preghiere. Quando le persone soffrono, perché in qualche modo si sentono colpite, c’è bisogno di ricostruire secondo il pensiero di Dio, secondo il progetto originario della creazione. Ricostruire sapendo che rimarrà in tante situazioni la sofferenza, rimane la croce. Ma l’ha presa Gesù, l’ha portata Lui, Lui è risorto. E può essere trasformata, può essere totalmente redenta. Si può passare da una situazione di sofferenza certa, anche disperata, ad una situazione in cui diventa leggera, diventa in qualche modo una crescita, una possibilità di conversione, di purificazione, di santificazione, e una possibilità anche in determinate condizioni, di far sì che questa realtà di sofferenza, possa divenire, proprio nella misura in cui si unisce a Gesù, ed alle Sue sante piaghe, una solidarietà in positivo, nella quale si viene a contare una potenza d’amore che può raggiungere anche le situazioni di malattia, di depressione, tutto quello anche che conosciamo bene e che ha bisogno di liberazione. Questo è importante averlo ben chiaro. In questa umanità ferita, Gesù è venuto ed ha preso tutto questo e l’ha portato in alto sulla croce, risorto, vivo, e viene con lo Spirito Santo continuamente a ricostruire, continuamente a trionfare, a portare il Suo regno, a liberare il Suo popolo. E quando noi pensiamo alla guarigione, ed alla liberazione, ci rendiamo conto che è un panorama davvero ampio, particolare. Ad esempio veniamo sempre colpiti dal Vangelo, perché la potenza di guarigione passa per il Vangelo, per la parola di Gesù. È un cammino di fede, non è u miracolismo, non è un volere che Dio risolva Lui tutti i problemi, non si può pensare poi di poter vivere come ci pare, e chiamare Dio in causa soltanto per toglierci, come si dice nel linguaggio popolare, le castagne dal fuoco. E poi come succede spesso oggi, rimproverare Lui, perché le cose non vanno bene. Perché muoiono i bambini, perché ci sono i terremoti, questo e quest’altro ecc. Voi lo sapete bene che proprio nella misura in cui Dio realmente non è inviato, non è amato, non è cercato, non è che non può, è onnipotente, però in qualche modo, come ci insegna S. Agostino, non può realmente salvarci, liberarci. C’è bisogno di acquisire questa consapevolezza: che noi, con la preghiera anche degli altri possiamo cambiare questo modo di agire, di pensare, di porci.  Allora la guarigione certamente richiede un cammino, l’incontro con la Parola, richiede di rivolgersi al medico celeste, di incontrare le persone in un gruppo di preghiera, in una comunità, di incontrare i testimoni, i preti, incontrare chi realmente intercede, vivere un momento forte, particolare, coinvolgente, in cui si fa esperienza viva della misericordia di Dio, e della compassione di Dio. Ma è chiaro che occorre suscitare la fede, in qualche modo aprire il cuore. Se noi leggiamo il Vangelo, e lo leggiamo con particolare attenzione, vediamo per esempio una cosa singolare: Gesù quando guarisce due persone che erano sorde e mute, le guarisce in un modo diverso, e questo fa riflettere. Uno lo guarisce proprio con la Sua saliva, e lo tocca nella parte malata. Ma c’è un altro, sempre anche lui sordomuto, con cui Gesù usa una cosa differente, e cioè comanda allo spirito sordo e muto di andarsene via. Comanda a quello spirito immondo di andarsene via. E quindi lo libera da questo spirito. Da una parte la Sua forza che risana fisicamente, e dall’altra il comando che libera da quella situazione di male. Perché l’abbiamo già visto, alla base di tutto c’è l’azione del male. Noi non possiamo pensare che esistano nel mondo delle situazioni particolari di grande sofferenza, di malattia, di difficoltà profonda, talvolta di infelicità, dove non ci sia realmente il male. Per tante situazioni anche di guarigione interiore, e di guarigione fisica, occorre anche una potenza di liberazione dal male. Basta pensare quanto sia importante, come diceva Sorella Angela, per quanto riguarda marito e moglie, che diventano una cosa sola, (lei citava l’aspetto in cui si diceva pregando per la moglie, o la moglie che prega, si può liberare realmente il marito: è verissimo). Ecco purtroppo è vero anche all’inverso, in qualche modo. Nel momento in cui c’è una situazione di male, specialmente fuori dal matrimonio, questa totale realtà che punisce le due persone, è evidente che anche in certe particolari situazioni che vengono vissute talvolta nell’odio, si può anche assorbire un effetto spugna, prendere delle situazioni negative che possono esserci nell’altro, come anche nella linea dell’albero genealogico dell’altro. Lo rivedremo quando vi spiegherò in maniera particolare proprio questo. Allora quanto è importante che noi lo comprendiamo. C’è un trauma, c’è una situazione in cui c’è bisogno di una guarigione interiore. Com’è bello quando davanti alla croce nell’adorazione eucaristica, nella preghiera del gruppo: ci possono essere momenti forti di guarigione interiore, cioè ferite della vita, abbandoni, situazioni di ricordi negativi,  brutte esperienze, talvolta anche in cui c’è bisogno di liberazione, quanto sia importante il momento della guarigione. Perché tende a risanare, a portare fuori una dimenticanza, tende a produrre un perdono. Accettare di ripartire da lì, ma con una forte fiducia per il futuro, non rimanere incatenati al passato. Certo è che, noi lo sappiamo bene, quando nelle pareti ci sono delle brecce, delle ferite, chi c’entra dentro queste brecce? Ci può entrare un ragno? Una lucertola? E’ un esempio per farvi capire.. c’entra purtroppo il maligno, in tali situazioni. Approfitta di una ferita della vita per portare situazioni di errore. Sia con l’idolatria, superstizioni, pensando di ottenere qualcosa (“le ho provate tutte, proviamo anche questa..”), sia chi ad un certo punto viene toccato nei propri pensieri, nelle proprie situazioni, e allora si infila nei rancori, nelle realtà di male ecc., ne approfitta delle ferite della vita, il maligno, talvolta anche in maniera molto forte. E’ così con la bulimia, o con altre forme depressive particolari, per le quali per la guarigione occorre un lungo cammino. Quanto è importante capire che occorre ad un certo punto entrare in una dimensione forte in cui acquisisci le risorse del cuore. Il demonio da una parte ti esalta, quando è interessato ad esaltarti. Tanti dicono “mi sento un dio”, ma poi il passo successivo è di una botta sulla testa per metterti tra le immondizie, per farti dire “io sono indegno, Dio non mi può amare, come fa ad amarmi!”. Invece sappiamo benissimo che Dio ama in qualsiasi situazione e realtà: siamo figli di Dio sempre, tutti sono figli di Dio sempre, e il desiderio di Dio è quello di riportarli al Suo cuore, di stringerli in modo forte al Suo cuore. Chiunque, fosse anche l’assassino più bieco, che ci possa essere in questo mondo, è amato da Dio. Ma il demonio usa quella tattica in maniera tale proprio per abbattere. Allora quando noi ci troviamo di fronte a queste realtà dobbiamo vivere l’accoglienza, l’ascolto, una bella preghiera di lode, e tutto quello che ben sapete. Nello stesso tempo, farsi fare anche le preghiera di guarigione e anche preghiera di liberazione. Con attenzione naturalmente, con la capacità di discernere determinate situazioni. Soprattutto, l’esorcismo, in quanto tale, deve essere fatto solo da persone incaricate. Ma  la preghiera di guarigione, di liberazione, chiunque la può fare. Occorre anche vivere momenti belli e davanti a Gesù eucarestia, e sapere che anche lì a tu per tu può avvenire una grazia veramente grande. Noi ci rendiamo conto molte volte, così come fa la medicina, e i medici sono sempre più attenti, che oggi è pieno di  virus strani; tante volte anche quando preghiamo per i malati, e molti bambini…, si parla di malattia rara…, quante volte tirano fuori questo discorso. E oggi ci rendiamo conto di quante recrudescenze ci siano da questo punto di vista. Ma nello stesso tempo mentre noi vediamo questa realtà, la medicina si è resa conto di situazioni particolari, i medici dicono “è una malattia genetica, ci sono immunodeficienze, situazioni di un certo tipo ”…, dove c’è sicuramente una familiarità. O quando curano per i tumori o per altri tipi di malattie, si informano in maniera forte per capire se ci sono dei congiunti che hanno avuto la stessa malattia. Allora ci rendiamo conto che in tante circostanze si fanno preghiere di liberazione e guarigione, e nonostante se ne facciano tante non cambia nulla. Ci si rende conto che ci sono delle situazioni che sembrano essere in qualche modo impermeabili a questa realtà. Ed invece dobbiamo aprirci ad un altro aspetto importante. Guarire dall’idolatria, guarire interiormente, guarire dalle situazioni in cui influisce il maligno. Ma c’è bisogno anche di un’altra cosa. Si inserisce in maniera forte questo aspetto dell’albero genealogico. Poi vedremo che c’è una componente proprio forte e importante di liberazione. In che modo si inserisce questo discorso dell’albero genealogico? Farò alcuni esempi concreti di testimonianze fattive che mi hanno fatto toccare con mano questa realtà. Allora.. se noi pensiamo all’economia della salvezza, come avviene? Avviene, lo sappiamo bene, nell’unico sacrificio di Cristo Redentore. Per mezzo dei Suoi meriti, per mezzo del Suo sangue asperso, per mezzo del Suo sacrificio rinnovato sull’altare, tutti gli uomini realmente possono essere salvati. E guariti.  Ma noi sappiamo che perché ci siano frutti per questo, e perché in modo particolare avvenga realmente una ricostruzione integrale della nostra umanità, per essere liberati, e talvolta guarire fisicamente, per avere realmente una situazione concreta di trionfo su queste particolari realtà, dobbiamo capire che bisogna entrare uniti alla vite, Gesù. I tralci uniti alla vite. Dobbiamo noi unirci, e condurre le anime e le persone in modo tale da immergerle, da portarle in questa realtà della messa, del sacrificio, della passione, morte e resurrezione di Gesù. Nella pienezza dell’ eucarestia. Quello che ora va capito è un fatto molto importante. io non so quando morirò, e nemmeno voi sapete quando morirete. Ognuno di noi però, da un certo punto di vista, nel momento in cui morirà avrà vissuto il cammino  qui sulla terra. Augurandoci di non morire ovviamente in peccato mortale. Quello che è certo è che comunque ci possono essere delle situazioni in cui c’è bisogno ancora di una purificazione. La vita terrena si conclude e c’è bisogno ancora di una particolare purificazione. C’è bisogno di giungere alla pienezza, ad un completamento, per essere realmente una cosa sola con il Signore. Talvolta nella vita delle persone, come ben sapete, ci possono essere anche situazioni particolari in cui la persona vive risentimenti,  comportamenti immorali, modi di vivere, tante situazioni sbagliate e scelte negative. La confessione magari c’è stata, ma non sempre può esserci stata una piena riparazione di una realtà di male, che in un certo senso rimane, e che deve essere tolta, purificata. Generazione dopo generazione, secolo dopo secolo, rimane in maniera molto forte.. Il punto importante è che in determinate situazioni abbiamo la possibilità realmente di aiutare queste anime, con la nostra preghiera, con offerte, con sacrifici, ma soprattutto con la messa e con il suffragio. Non che non facciano bene i rosari, la via crucis ecc., fanno.  Ma specialmente la realtà della messa offerta per queste anime, è un grande aiuto. Io conosco delle situazioni in cui si prega solo per i genitori. E faccio presente che ci possono essere anche anime più abbandonate, sia delle generazione paterna che di quella materna. E per ottenere un aiuto forte, come ci insegna il Santo Curato d’Ars, e per ottenere talvolta anche frutti sensibili di liberazione e di scioglimento di determinati mali, c’è bisogno anche di pregare per queste anime più abbandonate. C’è bisogno  di pregare per situazioni legate ai nonni, bisnonni ecc. perché attraverso questa forza grande, enorme, di solidarietà, di amore, e di preghiera, portando queste anime verso la gloria del cielo, del Paradiso, siamo noi che riceviamo poi in maniera molto forte benedizioni e guarigioni. Ad esaudimento delle nostre intenzioni, e enza andare a scomodare altre tematiche più complicate, perché ci possono essere condizionamenti generazionali, o solo perché ci possono essere delle situazioni che poi si manifestano anche in malattie, o in altre problematiche di altra natura, o di altro genere. Ebbene, io prima vi dicevo di fatti concreti. Una volta parlando con un vescovo, mi diceva “ma che bisogno c’è di far fare le messe per i bambini non nati, sono angioletti”. Non sempre sono battezzati. Ed io gli ho risposto: “ma c’è o non c’è il peccato originale? Certo che c’è. Allora comunque sia va tolto.  Deve essere cancellato. Ed il modo migliore per cancellarlo è quello di unire nella messa quel bambino che non è venuto al mondo. Ma non solo. Ma non siete voi che ci avete sempre insegnato che fin dal momento del concepimento l’anima c’è, diventa persona? Allora tenete conto anche,  di una particolare realtà in cui sei rifiutato, sei non accolto, questa realtà con il male penetra in maniera molto forte, di modo tale da far paura, fin da quei momenti”. Tutti capiscono bene quando si pensa a un bimbo nel grembo materno, o piuttosto vicino ai nove mesi, e capiscono bene quando dico “guardate che è molto importante che andiate d’accordo, fategli sentire canzoncine, accarezzatelo nella pancia, ditegli che lo amate, che volete presto stringerlo, averlo con voi ecc.”, e le persone lo capiscono. Ma all’incontrario non lo vogliono capire. Quello che accade realmente è proprio all’incontrario. E’ importante quello che vi sto dicendo. Vi faccio subito un esempio: una famiglia di Forlì veniva nella nostra missione di S. Teresa perché la propria figlia era disturbatissima. Aveva dei disturbi piuttosto forti. Dormiva male. Dei sogni strani. C’era bisogno di liberazione. Eppure nonostante l’esorcismo, e questo e quest’altro, le cose non cambiavano. Sembrava non esserci proprio nessun progresso. Quando un giorno all’interno di questo cammino è successo un fatto sconvolgente. Successe che ad un certo punto, come spesso fa, il male dice ‘non mi mandare via ecc. , io sono piccolo ecc.’, finchè ad un certo punto il viso di questa ragazza si trasformò completamente, e col dito puntato disse questa frase: “Carmelina non mi ha voluto”. Dette queste parole la mamma svenne. A quel punto io ebbi una intuizione interiore. Ma soprattutto fu la mamma a dirmi che proprio lei, che tutti conoscevamo per Carmen, nel certificato di nascita non era Carmen ma Carmelina. La figlia non sapeva assolutamente che la mamma che avesse avuto una interruzione di gravidanza. Né che si chiamasse Carmelina. Allora successe questo fatto che mi è rimasto impresso. Io sentii dentro amore. E feci una preghiera per il battesimo dei bambini non nati. Feci una preghiera particolare, e in questa preghiera particolare indicai a questa ragazza, sempre all’interno di una preghiera di liberazione, un quadro della Madonna che avevamo, la Madonna della Tenerezza di Vladimir. Un quadro russo conosciutissimo. Dove c’è Gesù bambino che quasi bacia la Madonna, una maternità meravigliosa. Ebbene proprio nel momento in cui io invitai con forza questa ragazza, e diedi un nome al bambino, le dissi di andare ad abbracciare la Madonna del quadro, perché la doveva prendere come mamma. Questa ragazza, con smorfie e difficoltà, piano piano, con una gran fatica, sembrava tutto diventato pesante, con gli occhi stralunati, raggiunse il quadro della Madonna e l’abbracciò. Fatto questo svenne. Ed era completamente guarita. Non ha avuto più nessun disturbo di vessazione. Neanche notturno, perché non dormiva quasi mai. Completamente guarita. Allora toccai con mano quanto sia importante la guarigione generazionale. I nodi da sciogliere delle realtà di vita che possono condizionare fatti anche in determinate situazioni. Si capisce di più però quando ci sono situazioni naturali. Qui non c’entra in sé la generazione, ma l’ho detto per farvi capire che ho conosciuto persone particolari, anche con tendenze omosessuali, nato in un modo o nell’altro, nel grembo della mamma ( per esempio ho conosciuto una persona con problematiche legate al proprio sesso femminile, in cui i genitori volevano un maschio. E glielo rinfacciavano anche dopo. E questa persona è venuta fuori con atteggiamenti maschili nei confronti del proprio sesso). Il discorso che ci sono delle situazioni analoghe di tipo generazionale, si capisce con difficoltà. Un altro esempio. Avevo fatto tantissime preghiere di liberazione per un uomo che stava malissimo. Non ce la faceva a stare in chiesa. A un certo punto iniziava a tossire e diventava rosso rosso. Sembrava che affogasse da un momento all’altro. Di preghiere di liberazione ed esorcismi ne avevo fatti tanti, non cambiava nulla. Finché anche lì successe un fatto oggettivo. Talvolta ci vuole un’illuminazione, un’intuizione interiore ecc. e il fatto fu che durante la preghiera carismatica venne fuori che uno della sua generazione, non molto distante da lui, era morto affogato in un pozzo. E dopo avere fatto delle messe, la preghiera di guarigione generazionale, e messe per il suffragio in modo particolare proprio per quest’anima, da quel momento quell’uomo, che aveva preso a venire regolarmene a messa, non ha più avuto alcun disturbo. In uno dei miei libri trovate delle preghiere generazionali, e trovate anche un fatto interessante. Ve lo racconto. Nel Mugello c’è un paesino chiamato S. Agata. Venne una persona che non riusciva ad avere bambini. Allora ad un certo punto durante la preghiera c’è stata un’illuminazione interiore in questo senso,  che parlava di una sua antenata in gravidanza morta in un modo tragico. Fatte le messe di suffragio, sciolto questo legame generazionale, la donna che era venuta da me ha avuto il bambino. Prima li perdeva sempre. Poi ci sono quelle situazioni in cui non riesco nemmeno io a dare una risposta. Rimango soltanto colpito in modo particolare. Però riscontro poi i miglioramenti. Talvolta sono piccoli miglioramenti, perché non si può pensare che certe cose cambino. Se c’è una sindrome di Down c’è una sindrome di Down. Però non vuol dire che non possa esserci poi una evoluzione con la preghiera generazionale. C’è modo e modo poi con cui una situazione può essere manifestata e vissuta.

Ci sono state delle persone che sono venute da me per pregare per un bambino che era nato con una situazione in cui le ossa non erano proprio ossa, erano piuttosto gommose, liquefatte, per cui non poteva camminare ecc. Ad un certo punto, nella preghiera fatta per questo bimbo, sentivo interiormente che emergeva anche lì una morte tragica, particolare, di una generazione passata. Fu una cosa che scioccò anche me, non so dare delle risposte. Anche loro furono scioccati. Perché successivamente si erano informati, ed era vero. C ’era stata una disgrazia grossa di un bambino di una loro generazione passata che era caduto nell’acido. Facevano un lavoro in cui usavano le vasche di acido, e nell’acido le ossa si liquefecero. Qui mi arrendo perché è una situazione difficilissima, però rimango lo stesso colpito in modo particolare. Perché nel matrimonio,nell’eredità ecc. ce ne sono molte di situazioni difficili. E succede che attraverso la tua preghiera, la messa di suffragio, la guarigione generazionale e tutto il resto, c’è questa possibilità di sanare una realtà che riguarda i tuoi antenati. Contemporaneamente ricevi una forte potenza di benedizione, e qualunque maledizione è cambiata in benedizione, e c’è realmente anche il toccare con mano che Gesù è realmente il figlio di Dio, questa potenza di benedizione avvenuta una volta per tutte nella croce e nella resurrezione, rivissuta e resa attuale dalla presenza reale di Gesù nell’eucarestia e nel sacrificio della messa. C’è la possibilità reale di una salvezza che sia globale, che arrivi, afferisca  anche all’indietro e in particolare in quelle situazioni che sono state vissute. È qualcosa di grande. Il triangolo delle Bermuda ve lo ricordate: affondavano navi continuamente. Dopo una messa di Papa Francesco lì non è successo più nulla, hanno smesso di affondare. Io capisco che possiate avere molte perplessità. In una rivista io ho pubblicato un piccolo insegnamento sulla guarigione dell’albero genealogico. E’ importante conoscere il proprio albero genealogico, e fare in modo di portare su di esso una potenza di benedizioni perché torni sopra di noi e sulle persone per cui preghiamo. Noi abbiamo tanti insegnamenti su queste tematiche. Anche sul maleficio, sull’idolatria, sulla preghiera di liberazione, su come difendersi dal maligno. Il libro di cui vi ho parlato si intitola“Ecco io vengo presto” e l’offerta è libera.

Sorella Angela - Adesso faremo la Santa Messa, e al termine la benedizione con l’unzione.

Padre Roberto- L’olio è quello esorcizzato. Non è il sacramento. È un segno di benedizione particolare che faremo, poi ne spiegheremo il significato.

Sorella Angela - Nel pomeriggio faremo la lode, la coroncina, la preghiera di guarigione di Don Roberto, e poi l’adorazione.

Padre Roberto - Se si fa in tempo farete anche qualche domanda.

Sorella Angela - Un paio di domande si possono fare. Se c’è anche qualcuno che vuole chiedere una questione personale.

Domanda: se qualcuno ha in famiglia una persona che pratica occultismo-spiritismo. Per liberarsi da quello generazionale. Come si fa?

Padre Roberto - Per l’occultismo generazionale, oltre che le preghiere generazionali serve sempre il suffragio della Santa Messa. Anche se qualcuno avesse praticato occultismo, o qualcuno vi facesse del male, ricordatevi sempre che la cosa migliore è ‘ricoprir d’amore’, perché il male si vince sempre con il bene. E quindi una o più messe di suffragio per le situazioni di quel genere sono importantissime. E tenete conto che porterà dei grossi benefici da tutti i punti di vista. Attenti, che quando sentirete dire che ci sono delle persone settimine.. che fanno le segnature, o cose simili, anche se sembrano brave, vanno alla messa ecc., magari sono brave davvero, però dietro nella generazione ci sono sicuramente delle situazioni magiche, che in qualche modo vengono richiamate. Diverse volte (non sempre, è ovvio) dietro a situazioni tipo fuochi di S. Antonio, allergie, forme di psoriasi, forme di malattie sanguigne di un certo tipo, c’è questa realtà generazionale che sta dietro, in particolari situazioni legate a persone che hanno praticato l’occulto di generazione paterna o materna. Quindi è chiaro che dobbiamo fare la Santa Messa per rompere ogni tipo di legame con l’occulto, con gli antenati ecc., il suffragio è fondamentale. Anche se non sapete il nome della persona, il cognome lo sapete. La Madonna e Gesù lo sanno. Quindi per esempio, tu ti chiami Rossi, tua mamma da ragazza si chiamava Verdi, fai dire messe di suffragio per i defunti Rossi e per i defunti Verdi, e chiedi al Sacro Cuore e al Cuore immacolato di Maria che la preghiera di suffragio possa andare in quelle situazioni dove c’è maggior bisogno, dove c’è bisogno anche per la tua vita, per le preghiere che tu stai facendo e per i tuoi cari. 

Domanda:  Perché menzionava le persone settimine o ottimine?

Padre Roberto - E’ una cosa che non va bene, e ve lo posso dimostrare con tanti esempi. Non è una cosa positiva non perché le persone non siano positive, perché ci possono esser persone che praticano le segnature  e che sono buone, che vanno davvero a messa, a cui però hanno insegnato che la notte di Natale per esempio avrebbero ricevuto il potere di far questo o quello in un determinato modo. In realtà c’è qualcos’altro dietro.  Per cui spesso esercitare questa cosa può comportare anche guarigioni, ossono anche guarire dal fuoco di s. Antonio ecc., ma attenti! Dietro ci può essere una cosa demoniaca. Io posso dire che le persone che praticano le segnature e che dicono di essere sensitive arrivano ad un punto in cui possono ricevere le bastonate grosse. Possono arrivare situazioni in cui ci sono ad un certo punto incidenti stradali, tumori, disturbi notturni, litigi in famiglia. Ho visto persone avere problemi enormi di salute per queste pratiche. Anche chi le riceve può avere problemi di questo tipo. Anche se è una superstizione campagnola, se è una cosa ereditata in un certo modo, se non va bene non va bene. È Gesù che conta. Se non si fissa lo sguardo su Gesù possono aprirsi situazioni di altro genere.

Per quando riguarda il discorso degli aborti, anche quando sono spontanei, ci vuole l’accompagnamento dell’amore. È importante. Il bimbo nel grembo materno vive determinati tipi di esperienza. Quando la Chiesa prima parlava del limbo per i bambini, perché non sapeva esattamente in che situazione collocarli, il discorso è semplice. Il bambino ha sofferto un trauma fortissimo. Quindi il non amore verso quella creatura è una realtà di male che deve essere sanata. Per farlo ci vuole un accompagnamento d’amore. Intanto gli devi dare un nome, anche se non sai se era maschio e femmina. Poi devi fare un accompagnamento d’amore per dirgli quanto l’hai amato. Ho conosciuto mamme che poi portano dentro varie malattie uterine di svariata natura per aborti importanti, malattie ovariche, mal di testa continui. In questi casi io dico di chiedere perdono e confessare. Le sostengo nella loro preghiera, dico loro di parlare a Gesù e alla Madonna, che tutto provvede, dicendo il proprio dispiacere e pentimento, che vogliono bene al proprio bambino e tutto il resto, e suggerisco di dargli un nome e far celebrare una messa. Però mi raccomando: quando volete fare dire la messa ai vostri sacerdoti per un bambino abortito date il nome del bambino e basta, non dite il motivo, altrimenti potrebbero dirvi che non ce n’è bisogno . Siete voi poi nell’offertorio quando viene alzato il calice che dovete offrire la vostra supplica. Anche se non potete andare, dovete farvi dire giorno e ora della messa.  Io dico sempre: un bambino magari muore al sesto mese e non viene fatto nulla. Un bambino nasce morto, e nel libro della messa c’è scritto che si possono fare ‘le esequie per un bambino nato morto non battezzato’.. Si possono fare le esequie. Che differenza c’è tra un bambino nato morto e un bambino che è morto nel grembo della mamma? Non c’è nessuna differenza. Per questo vi dico che il male va tolto in questo modo. Nel mio libro ne parlo. E mi pare vi sia anche la preghiera di accompagnamento.    

Si possono fare le messe anche per i viventi. La prima preghiera eucaristica della messa prevede un momento in cui poter fare un ricordo per un vivente. La seconda preghiera eucaristica è per i defunti. Quando la faccio anche in silenzio, faccio la preghiera per i defunti. Quando dopo c’è scritto “di noi tutti abbi misericordia” in quel momento di silenzio faccio la preghiera per un vivente, se mi viene affidata la messa per un vivente. Non sempre si dicono i nomi ad alta voce per tanti motivi.

Domanda: E’ valido anche se non partecipo alla messa?

Padre Roberto - Si. Però ci deve essere una componente penitenziale. Una compartecipazione di sacrificio. Una volta si poteva offrire qualsiasi cosa, adesso è diventata un’elemosina per la messa, perché attraverso questo denaro è come se tu facessi un piccolo sacrificio da unire a quella messa. 

Sorella Angela.-  L’importante è l’intenzione. C’è una disposizione della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti che ha disposto per la santa Messa una o al massimo due intenzioni. Per questo motivo quando andate a chiedere di far celebrare la messa dovete dire che la volete singola. Se poi non viene fatto è un problema di chi non ottempera. Scrivetevi il giorno e ora in cui verrà celebrata. Vi voglio dire che nella seconda metà dell’anno i figli della luce faranno un incontro di preghiera a Roma con Don Gabriele Amorth. Se volete essere informati potete scrivere a info@ifiglidellaluce.it. Il sito è www.ifiglidellaluce.it. da non confondere con un altro sito che si chiama “figli della luce”, non vi sbagliate, noi siamo i figli della luce, e preghiamo secondo gli insegnamenti di Padre Pio e Papa Francesco, e di Don Amorth ovviamente.

Canto 32 – Laudato sii o mi Signore

Santa Messa

Padre Roberto - Ed ora terminata l’eucarestia vogliamo vivere il momento dell’unzione per tutti. La benedizione. La vogliamo vivere con le vostre intenzioni particolari. Faremo una preghiera semplice, brevissima, prendendo spunto da due/tre passi che parlano dell’olio. Mentre quella di guarigione generazionale la faremo nel pomeriggio. L’olio benedetto è fortificazione interiore, (l’olio del Battesimo, i catecumeni), è appartenenza al Signore, il crisma, l’olio riguardante il popolo regale, profetico, sacerdotale; è un segno di consolazione. Nello stesso tempo è liberazione dal male, e contemporaneamente protezione contro il male. L’olio è poi anche segno di guarigione, come viene descritto “ungevano gli infermi e questi venivano guariti..”

Allora prepariamoci a vivere questa preghiera

Canto 121 – Sono il Signore, guarisco te     

Padre Roberto  - Signore, con lo sguardo rivolto alla luce del Tuo volto, sulla potenza della Tua parola , ma soprattutto sulla certezza che Tu sei vivo oggi, e che vieni proprio in mezzo a noi, e il Tuo Vangelo è un Vangelo vivo, e ogni Tua promessa secondo la Tua parola si compie, ti portiamo i nostri bisogni e quelli dei nostri fratelli, ti chiediamo un aiuto profondo per I Figli della Luce, e in modo particolare proprio un aiuto profondo anche per coloro che verranno, e che saranno disponibili a farsi aiutare e ad accogliere questa luce. Signore Tu nella tua vita mortale sei passato beneficiando e risanando coloro che erano prigionieri del male, e sei passato anche nella mia vita, e nella vita di questi fratelli, e allora come non pregarti con fede, e insieme renderti grazie Gesù, perché in ogni momento della vita, nella salute e nella malattia, nella sofferenza e nella gioia, Tu sei il buon samaritano che ci viene accanto. Vieni accanto a me, vieni accanto ai miei fratelli. Sono piagato nel corpo e nello spirito. Tu versi olio di consolazione e vino di speranza, e nel dono della grazia che ci farai anche se ci fosse la notte più buia del dolore nel cuore, Tu potrai aprirlo alla luce pasquale del Tuo figlio che è crocifisso, del Tuo figlio Gesù che è risorto. Tu che sei l’autore della vita, che sei il medico dei corpi e delle anime; ci hai mandato proprio Gesù perché prendesse su di sé le nostre infermità, ci soccorresse nell’ora della prova, ci santificasse nell’esperienza del dolore. Accogli la preghiera della Tua Chiesa, perché ciascuno sia purificato, risollevato, liberato, guarito, con la grazia dello spirito santo, e diventi partecipe della Tua vittoria sopra il male. E per la potenza del Tuo amore possa sperimentare i benefici della Tua infinita misericordia. Amen.

Suggerirei in questo momento particolare di preghiera di cominciare ad invocare lo Spirito Santo, perché scenda ora sopra di noi.

Venite ordinatamente per l’unzione dell’olio con il segno della santa croce sulla vostra fronte.

Canto n. 615.

Ruah…            

Ecco il Signore ci guarisce, ci libera, preghiamo con il canto 12 – Signore stendi la mano sulle nostre infermità, fa che ci convertiamo, fa che diventiamo veramente come Tu ci vuoi. E allora Signore la Tua pienezza è nel nostro cuore anche oggi, per cambiarci, per trasformarci.

Ringraziamo la Madonna con un’Ave Maria

Sorella Angela - Luca 10, 17: I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». 18 Egli disse: «Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore». È la parola di Dio che è avvenuta adesso.

Padre Roberto. - Vogliamo allora concludere con un semplice sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

Canto 116 – Osanna.