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Preghiera di guarigione di Don Roberto Peruzzi al ritiro  de “I figli della Luce” del 18 ottobre 2015

Signore, mi inginocchio davanti a te. E mi prostro dinanzi all’onnipotenza del Tuo amore. Alla Tua maestà divina. Riconosco che Tu sei qui.. Tu il Signore. Dio dell’universo realmente presente in quest’ostia. Sangue, anima, divinità, umanità, c’è il Tuo corpo e il Tuo sangue, c’è la croce, c’è la resurrezione. Ci sono le Tue piaghe, c’è il Tuo costato aperto, la ferita d’amore con la quale trafiggi il nostro cuore e ci chiami a Te, e ci risani la ferita. Come ci hai detto tante volte con la parola del profeta “ti ho amato di un amore eterno. Per questo ti offro ancora la mia pietà. Farò rimarginare la tua ferita e mi prenderò cura di te. Non sei abbandonato/a. Non sei desolato/a. Tu sei amato/a, tu sei ricercato/a. Sei il pensiero del mio amore, ti chiamo per nome”. Davvero Signore, nel momento in cui ci prostriamo dinanzi a questo mistero, e volgiamo lo sguardo anche in alto sulla croce, ricordiamo quelle tue parole che dicono “Attirerò tutti a me quando sarò elevato da terra”, e la parola del profeta che ancora ricorda che sorgerà una sorgente zampillante, un fiume di acqua viva che sgorgherà. E ancora il Profeta Ezechiele che viene a dirci che è dal tempio del Signore, dall’altare del signore, dove la vittima sacrificale ora è davanti a noi, che scende un piccolo rigagnolo, che diviene un fiume di consolazione e di pace. La Tua misericordia Signore, la Tua pace, la Tua grazia.

Noi possiamo immergerci, possiamo ricevere la Tua medicina. Possiamo dirti “io credo signore, credo davvero nel Tuo amore, io credo che ora stai toccando la mia interiorità, che Tu Signore stai risanando nel profondo il mio cuore, che allontani le ferite, i ricordi, le esperienze negative, i vizi, e comandi al maligno di sciogliersi e di andarsene via. Lontano dal mio cuore, dalla mia vita, dalla mia volontà, da tutto quello che per me ora è prezioso ed importante. Voglio essere Tuo. E appartenere a Te. Scelgo Te Gesù, e rinuncio ad ogni male e voglio che sia bruciata ogni idolatria, per la potenza del Tuo fuoco d’amore che scende dall’alto della croce. E non più il mondo, non più la carne, ma Te Gesù. Te solo davvero come colui che mi guarisce e mi salva. Io credo in Te Gesù, credo nel Tuo amore.
Credo che Tu sei qui, che mi vieni incontro. Credo che Tu puoi tutto, e che se io ti spalancherò la porta del cuore e mi arrenderò a Te, e ti offrirò ciò che sono in questo momento, malato o sano, o  con altri problemi, o qualunque sia la mia vita, Tu Signore verrai, come un Re, a prendere dimora nella mia vita, nel mio cuore, e ancora una volta alzerai la mano e comanderai alla malattia di andarsene, e ad ogni male di andarsene, e con la potenza del Tuo amore, Gesù verrai ancora a dare all’uomo nuovamente la vita. Perché Tu hai il potere di far risorgere la vita. Laddove c’era la morte, la distruzione, il peccato. Laddove c’era il legamento, e qualunque situazione che portava via, Signore Tu hai il potere davvero di far risorgere, di ridare la vita. Perché ci ricordi ancora, con la parola del Cantico dei Cantici, l’amore è più forte della morte. E l’amore ha vinto la morte, e nulla potrà temere l’amore, nulla potranno temere le Tue grandi acque d’amore.

Vieni Gesù, vieni come un raggio di luce, vieni a toccare le nostre infermità, vieni a toccare i bisogni di guarigione interiore, vieni in mezzo a questo Tuo popolo, tocca il tumore, la leucemia, la distrofia, le sclerosi multiple, o le sclerosi di altro genere, vieni a toccare qualunque realtà che tocchi il nostro sistema nervoso, e ogni depressione, ogni disturbo, e qualsiasi altro male. Vieni Gesù come un re, vieni in mezzo a noi, la potenza del Tuo amore e il Tuo sguardo sconvolga il maligno, lo mandi indietro, e la potenza del tuo amore venga invece ad aprire delle vie nuove, nel lavoro, nella famiglia, a riconciliare, a risanare le coppie, a intervenire nei piccoli bambini, ad aiutare i giovani, ad essere potenza di grazia sopra a quei nodi che hanno bisogno di essere sciolti.
Vieni nelle anime. E vieni oggi anche nella nostra generazione paterna e in quella materna. Nelle anime dei nostri defunti, nelle anime più abbandonate, che hanno bisogno di venire alla luce. Nella anime che attendono la nostra preghiera. E per le quali nessuno prega. Vieni Tu Gesù, con il tuo sacrificio. Noi con la nostra preghiera, con il nostro perdono, con la nostra offerta d’amore, per cui ti diciamo“che cosa posso offrirti, non ho nulla, non ho nulla realmente da offrire, vengo a Te con fiducia, come un bambino nella piccolezza e nell’umiltà, e se non posso nulla perché sono impotente, Tu hai il potere di sollevarmi. E di portarmi fino a Te”, noi speriamo in Te. Vieni Signore a toccare le gambe ammalate, vieni a toccare lo stomaco, l’intestino, vieni a toccare qualunque realtà possa disturbare o colpire questi nostri fratelli. Vieni Tu che sei la forza, che ridoni la vista ai ciechi, che fai udire i sordi, che fai saltellare gli zoppi, che sciogli la lingua del muto, che porti a tutti la misericordia, che liberi dal carcere i prigionieri. Compi ancora questa parola. Ancora una volta, perché Tu sei vivo Gesù, e sei qui proprio per noi. Dall’altare della croce ancora una volta sei risorto, dopo aver fatto rotolare la pietra pesante che è davanti al nostro sepolcro e al nostro cuore, Tu vieni a riportare una cosa nuova. Grazie per quello che farai. E vogliamo aggiungere anche una richiesta di Grazia per le coppie che hanno difficoltà ad avere bambini. Perché il Signore possa davvero concedere loro questa Grazia di un bambino con la preghiera. Lui che è il Dio della vita, il Dio dell’amore. Allora accogliamo Gesù in mezzo a noi, perché è Lui, è Lui soltanto che ha il potere di guarire e di risanare. Accogliamo questo cuore palpitante e lodiamolo, ringraziamolo, riconosciamolo nostro Re. Gettiamoci ai Suoi piedi, perché Lui possa stendere la mano su di noi.   

Canto. Uomo di Galilea. Inizia la preghiera di conoscenza e guarigione

Ci sono due donne in assemblea, che nel momento della messa e della preghiera, hanno perdonato davvero di vero cuore. Queste due donne, dice il Signore Gesù, hanno ricevuto un torto che le ha ferite profondamente, perché il torto, dice Gesù, è stato da persone da cui non se l’aspettavano. Dalle quali non avrebbero mai immaginato di ricevere quella ferita. Queste due donne presenti in assemblea, oggi hanno dato il perdono, e a Gesù hanno offerto il perdono per queste persone. E il segno che offre il Signore, perché credano di aver ricevuto il perdono, è una Grazia di guarigione. Di consolazione. Una di queste due donne ha una difficoltà di udito. Uno dei due orecchi, quello sinistro, è disturbato da un continuo ronzio. Per questo non può ascoltare con l’orecchio sinistro, non sente le parole, sente attraverso quello destro. Il Signore ha gradito questo perdono e l’ha guarita. La seconda donna viene guarita alla spalla. Ha battuto forte la spalla destra, ed ha difficoltà ad alzare la spalla destra, a roteare il braccio. Entrambe queste donne sanno di aver perdonato persone che in realtà credevano amiche, e da cui non si aspettavano di ricevere questo torto, e perdonando ricevono questo segno. La prima viene liberata all’udito, all’orecchio sinistro. Quando lei alzerà la mano per dare testimonianza, sentirà aumentare fortemente il ronzio. Ma perché questo possa avvenire, con il palmo della mano si deve chiudere l’orecchio destro. E solo ascoltare con il sinistro. E poi piano piano comincerà a sentire qualcosa, poi piano piano il ronzio diminuirà e lei sentirà bene. Se ne andrà via questo disturbo dall’orecchio. L’altra donna verrà toccata nella spalla, sentirà calore e formicolio, anche lei alzando la mano potrà provare a fare un movimento, a sollevare e roteare e muovere il braccio, e dopo un primo dolore capirà di poterlo fare. Allora noi vi invitiamo a non vergognarvi. Ma a dare gloria al Signore. Attendiamo la vostra testimonianza, che è importante per dare gloria a questo piccolo ministero. C’è una mano alzata, della donna toccata alla spalla, coraggio (io mi sono inginocchiata inavvertitamente accanto alla LA DONNA GUARITA ALL’UDITO. Non aveva alzato la mano pertanto non potevo saperlo. Ma lei ha cominciato a parlarmi e mi ha confermato quello che il sacerdote ha pronunciato: “E’ andata proprio come il sacerdote ha detto”. Ndr, Sorella Angela)C’è una parola per un giovane uomo in assemblea, che ha un problema particolare e preoccupazione sul suo futuro. Ha ricevuto tante delusioni. Anche oggi è venuto per pregare, perché sta spettando una risposta, per una domanda, o qualcosa che ha fatto. E nel suo cuore pensa che anche stavolta sarà come le altre, non succederà nulla. No, il Signore gli dice “oggi faccio grazia proprio a te”. Riceverà un segno della provvidenza di Dio. E il Signore gli vuole dare un segno perché creda. Anche lui dopo un urto ha i postumi di un versamento al ginocchio destro. L’ha battuto in modo forte, per cui non può piegare totalmente la gamba, senza sentire un fortissimo dolore. Anche lui deve avere il coraggio di alzare la mano e fare un movimento sul ginocchio colpito (il ragazzo si è alzato in piedi).C’è una parola della sacra scrittura che dice ‘guarigione della suocera di Simone’. Ma non è la guarigione di una suocera. No. Adesso la guarigione è da un lutto. C’è una donna in assemblea che ha ricevuto un lutto. Questa donna, dopo questo lutto, ha detto dentro di sé ‘ormai la mia vita è spezzata’. Sente una solitudine indescrivibile. Chi non è al suo posto non può comprendere questa forte solitudine. Le sembra che la sua vita sia finita. Ora il Signore la guarirà da questo lutto. Il Signore dice ‘come ho preso per mano la suocera di Simone, così ora prendo per mano quell’anima, e la porto nella mia gioia, nella mia luce. La stacco da te. Ma tu non aver paura. Perché il tuo cuore la sentirà in un modo più vivo e gioioso di prima,  non avrai più questo peso di solitudine che ti colpisce”. Il Signore offre un segno a questa donna. Soffre di un disturbo alla vista. È colpita da un velo che tocca in modo particolare uno dei suoi occhi. È un velo che disturba. Occhio sinistro. Ora il Signore toccherà questo velo, ma soprattutto la guarirà da quel lutto, se lei avrà il coraggio di fare quello che le ha detto il signore, ora, le toglierà quel peso, sarà una donna nuova. La invitiamo a non aver paura a dare testimonianza. Deve chiudere l’occhio destro e guardare con quello sinistro. E poi sentirà un leggero bruciore sopra l’occhio. E insieme ad un calore nel corpo sentirà anche una sensazione di freddo. Lungo tutto il suo corpo. Facciamo un canto di incoraggiamento a questa donna.

‘noi diamo a Lui la gloria’. Coraggio..avrai tanta pace e una grande gioia.. non è vero che la vita è spezzata, coraggio.. (la donna si è alzata in piedi). Una donna in assemblea ha pregato per un’altra persona malata. Ha fatto una supplica con tutto il cuore per un’altra persona malata. Eppure anche lei ha una malattia ossea, che danneggia le sue gambe. È come se nelle ossa si formassero tanti piccoli forellini che non si vedono dall’esterno. Per cui sente dolore forte, e non riesce a camminare bene senza un bastone. Ha pregato per un’altra persona, e invece il Signore guarisce proprio lei. Una delle due gambe ha molte difficoltà a camminare per questa malattia. La destra. Lei lo sa che ha pregato intensamente per un’altra persona e non per la sua malattia. Sarà una bella Grazia, perché dovrà avere il coraggio di mettere via il bastone e camminare senza. Servendosi dell’aiuto e della Grazia di Gesù. Potrà fidarsi di Gesù che la sostiene, e notare una forza nuova, e in una prossima analisi medica, vedranno una grossa differenza in questa malattia. Allora invitiamola ad avere il coraggio di alzarsi (la donna si è alzata in piedi e ha camminato).

C’è ancora una grazia, più grande. C’è un perché. Un uomo è venuto.. dice di non credere un granché. È venuto qui per la prima volta, ne ha sentito parlare da qualcuno, e lo hanno accompagnato. C’è stato un breve momento, ma significativo, in cui ha avuto un dialogo personale con Gesù. Ha parlato con schiettezza a Gesù. E quest’uomo viene toccato da una malattia non semplice. Se avrà il coraggio potrà avere una grande grazia. I suoi muscoli stanno degenerando. Si sente sempre più debole. Dice di non credere, però oggi è stato convinto da qualcuno a venire. Per questo dialogo breve ma intenso che ha avuto con Gesù, il Signore lo guarisce nei muscoli, anche quest’uomo non può camminare senza sostegno. Invece se avrà il coraggio, si accorgerà di poterlo fare. Potrà muovere dei passi che prima non poteva fare. Sentirà dei formicolii, e una forza particolare che salirà dalle caviglie, fino ai glutei. Verrà toccato realmente nei suoi muscoli, se ne avrà il coraggio. Lo invitiamo a dare testimonianza. Sarebbe un gran segno di umiltà. Proviamo ad incoraggiarlo. Chi l’ha accompagnato lo convinca a venire da Sorella Angela a dare testimonianza….  

Il Signore vuole dirci ‘attenti, se nel carisma di scienza-conoscenza alcune guarigioni emergono, e noi confidiamo che quell’uomo malato ai muscoli si faccia avanti, ci sarà una grazia grande di conversione, e anche un tocco nelle gambe..’ Ebbene ora penserete ‘ma solo loro sono guariti?’ no, Gesù sa se ci sono altre persone toccate dalla Sua misericordi, oltre a quelle citate. Non solo loro, ora noi vi benediciamo..